E’ lungo la Loira, nel dipartimento della Nièvre (nel centro della Francia), famosa per isuoi vini, che la famiglia Sauvanet lavora la pietra da più di 200 anni, cioè da 7 generazioni.
At the moment, the activity is concentrated on two sites :
La Cava di VERGER, nel commune di Suilly-la-Tour, nella circoscrizione di Pouilly sur Loire. E’ probabilmente stata aperta nel XIV° secolo, poiché ci sono riferimenti a questa pietra nel Ponte di Beaugency (nel dipartimento del Loiret), risalente a quest’epoca. Dopo lo sfruttamento artigianale degli strati di superficie da parte di cavapietre che affitavano al m² (il comune ne ha censiti circa 150), dal 1922, le pietre sono sfruttate su un altezza di 15 metri e una superficie di 30 ettari.
La pietra di VERGER è una pietra calcarea dura. I suoi strati sono visibili. Roccia con grana grossa sui ciottoli in superficie, pietre con grana più stretta, più densa, che assomiglia al marmo: Verger a macchie, con venature, e poi gli strati di Lyot: chiari, colore nocciola chiaro oppure nocciola e azzuro.
La Cava di GARCHY-MALVAUX, ripresa nel 1948, sul comune di Garchy, vicino a Pouilly sur Loire, famosa da parecchi secoli: chiese di Briare e di Saint Andelain, castelli di Nozet, di Vergers, di Sancerre, Casino di Vichy… Si deve sapere che questa cava è appartenuta, negli anni 20, al famoso scultore Pina, ultimo discepolo di Rodin, che ha vissuto nella regione fino alla sua morte.
La pietra di GARCHY-MALVAUX è una pietra semi-dura. E’ sfruttata su un’altezza di 19 metri. Ci sono due tipi di pietre di colore bianco crema: pietra sottile di Malvaux, nella parte superiore, e pietra di Garchy, più dura, con venature orizzontali, nella parte inferiore.
L’impresa Carrières Sauvanet della Nièvre, con i suoi 15 dipendenti, è un’impresa familiare, dinamica e appassionnata. Malgrado la moda che cambia senza sosta e le fluttuazioni economiche, l’impresa vuole perpetuare questa specialità, questo know-how, ma sopratutto questa tradizione familiare, salda come la pietra.
Vous Siete invitati a visitare questi siti , testimonianza della collaborazione tra l’uomo e la natura.

